Poesie

La poesia è l'arte di usare, per trasmettere il proprio messaggio, tanto il significato semantico delle parole quanto il suono ed il ritmo che queste imprimono alle frasi; la poesia ha quindi in sé alcune qualità della musica e riesce a trasmettere emozioni e stati d'animo in maniera più evocativa e potente di quanto faccia la prosa.

Una poesia non ha un significato necessariamente e realmente compiuto come un brano di prosa, o, meglio, il significato è solo una parte della comunicazione che avviene quando si legge o si ascolta una poesia; l'altra parte non è verbale, ma emotiva. Poiché la lingua nella poesia ha questa doppia funzione di vettore sia di significato sia di suono, di contenuto sia informativo sia emotivo, la sintassi e l'ortografia possono subire variazioni (le cosiddette licenze poetiche) se questo è utile ai fini della comunicazione complessiva.

A questi due aspetti della poesia se ne aggiunge un terzo quando una poesia, invece che letta direttamente, viene ascoltata: con il proprio linguaggio del corpo ed il modo di leggere, il lettore interpreta il testo, aggiungendo una dimensione teatrale. Questo fenomeno, insieme alla parentela con la musica, viene sfruttato per esempio nei Lieder tedeschi, poesie sotto forma di canzone.

Queste strette commistioni fra significato e suono rendono estremamente difficile tradurre una poesia in lingue diverse dall'originale, perché il suono e il ritmo originali vanno irrimediabilmente persi e devono essere sostituiti da un adattamento nella nuova lingua, che in genere è solo un'approssimazione dell'originale.

La controversia sul significato di "poesia"

La definizione appena fornita è, tuttavia, una definizione minimale e limitata di "poesia". Questa parola, dal greco poiesis, rimandava alla più ampia idea di creazione, creatività, produttività, a un'attività demiurgica. Questo senso di "poesia" è stato recuperato dal filosofo-poeta Ralph Waldo Emerson nei suoi saggi sulla poesia, e successivamente da Friedrich Nietzsche e Martin Heidegger.

Poesia antica e moderna

La poesia è nata prima della scrittura: anzi le prime forme di poesia erano essenzialmente orali, come l'antichissimo canto a batocco dei contadini e i racconti dei cantastorie (Omero era uno di loro, senz'altro il più famoso). Nei paesi anglosassoni questa trasmissione orale della poesia era molto forte (lo è ancora), e nelle poesie in lingua inglese sono molto importanti l'allitterazione, l'onomatopea e le assonanze anche al di fuori delle rime, che peraltro sono rispettate solo fonologicamente e con frequenti eccezioni.

Nell'età romana la poesia era quantitativa, si basava cioè sull'alternanza tra sillabe lunghe e sillabe brevi: il metro più diffuso - specialmente perché metro dell'epica - era l'esametro. Essa doveva essere letta o declamata scandendola rigorosamente a tempo, nonostante recenti studi linguistici sembrano aver messo in luce la natura melodica della lingua latina, che la farebbe assomigliare quasi più alle lingue orientali che alle attuali lingue neolatine.

Dopo l'anno mille il volgare, da dialetto parlato dai ceti popolari, viene innalzato a dignità di lingua letteraria, accompagnando lo sviluppo di nuove forme di poesia e nuove metriche. In Italia la poesia, nel periodo di Dante Alighieri e del Dolce Stil Novo, si afferma come mezzo di intrattenimento letterario e assume forma prevalentemente scritta: questo porta i poeti italiani a comporre opere più strettamente aderenti ai canoni grammaticali e stilistici del genere, e a prestare maggiore attenzione alle qualità visive della parola scritta, come la rima e l'alternarsi dei versi. Intorno alla fine del 1200 prese piede anche la poesia burlesca.

Nel XIX secolo, con la nascita del concetto dell'arte per l'arte, la poesia si libera progressivamente dai vecchi moduli e compaiono sempre più frequentemente componimenti in versi sciolti, cioè che non seguono nessuno schema particolare, e spesso non hanno né una struttura né una rima.

Via via che la poesia si evolve, si libera dai suoi schemi sempre più opprimenti per poi diventare forma pura d'espressione. L'ermetismo si può definire la forma più rarefatta di poesia, atta a trasmettere i sentimenti allo stato puro. Ma anche l'ermetismo si può definire superato.

Il concetto di poesia oggi è molto diverso da quello dei modelli letterari; molta della poesia italiana contemporanea non rientra (o lo fa solo in senso lato) nelle forme e nella metrica tradizionali, e il consumo letterario è molto più orientato al romanzo e in generale alla prosa, spostando la poesia verso una posizione di nicchia. Tuttavia il quadro non è così negativo: nella musica pop degli ultimi anni il livello letterario dei testi si è alzato notevolmente, e molte canzoni possono essere considerati delle vere e proprie poesie musicate (sono i casi, ad esempio, dei cantautori Bob Dylan, candidato al Nobel per la letteratura, e Fabrizio De André). Inoltre, con l?avvento di Internet, dei blog e dei fori letterari la produzione e il consumo della poesia sono aumentati notevolmente. Alcuni esperti stimano che ogni anno circa 5 milioni di poesie vengono pubblicate sulla rete, in migliaia di siti di scrittura on-line. Una produzione che sfugge alla logica commerciale dell?editoria convenzionale e che si auto-organizza elaborando dei meccanismi di scrittura collaborativa per riuscire a filtrare le opere più significative dalla massa. Esempi di questi meccanismi sono: Progetto Babele, il Progetto Wiki-Poesia e il Progetto Wiki-Video-Poesia.

Tipi di poesia

Altre forme di componimento poetico - oltre ai poemi - sono:
La poesia didascalica, che è quella che mira a insegnare poeticamente verità utili all'uomo. Comprende questi componimenti:
il poema didascalico
il poema allegorico
l'epistola
la satira
l'epigramma
la favola
epicedio
Ballata
Cinquina
Sestina

Nella lingua italiana la poesia letteraria canonica può assumere tre forme diverse, il sonetto, la canzone e l'ode: forme popolari sono la filastrocca e lo stornello. Altri tipi di componimenti poetici sono stati formalizzati in altre civiltà e culture del mondo: